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Saluti del dirigente scolastico a tutta la comunita' scolastica

Pubblicato in data 27 ago 2026
Ultima Revisione in data 27 ago 2026

Descrizione
Saluti del dirigente scolastico


Ci sono luoghi che attraversiamo.
E ci sono luoghi che, silenziosamente, attraversano noi.
Per sedici anni questa scuola ha attraversato la mia vita. Ogni mattina, varcando quel cancello, non
entravo semplicemente nel luogo del mio lavoro: entravo in una comunità fatta di persone, di sogni, di
speranze, di problemi da risolvere, di ragazzi da incoraggiare, di adulti con cui condividere la
responsabilità più bella e più difficile che esista: educare.
Oggi quel cancello lo attraverso con un’emozione diversa.
Non è facile salutare una casa.
Perché, sì, questa è stata la mia casa.
Le case non sono fatte di muri. Sono fatte di voci, di volti, di incontri. E questa scuola, in sedici anni, mi
ha regalato migliaia di volti.
Quelli degli adolescenti arrivati timidi il primo giorno e diventati giovani adulti.
Quelli degli studenti che hanno imparato che un voto non misura il valore di una persona.
Quelli dei genitori che ci hanno affidato ciò che avevano di più prezioso.
Quelli dei lavoratori con cui abbiamo condiviso entusiasmi, dubbi, fatiche e soddisfazioni.
Se oggi qualcuno mi chiedesse che cosa porto via da questi sedici anni, non parlerei dei progetti
realizzati, dei laboratori inaugurati, dei riconoscimenti ricevuti o delle innovazioni introdotte.
Porto via le persone.
Perché sono loro il vero patrimonio di una scuola.
In questi anni abbiamo condiviso cambiamenti, affrontato nuove sfide, celebrato successi e imparato
anche dagli errori. Abbiamo discusso, ci siamo confrontati, qualche volta abbiamo avuto opinioni
diverse, ma non è mai venuta meno la convinzione che il bene della scuola dovesse prevalere su ogni
interesse personale.
È questo che rende una comunità autentica: non l’assenza delle difficoltà, ma la capacità di affrontarle
insieme, con rispetto, lealtà e fiducia reciproca.
Desidero ringraziare tutti, ma permettetemi di fermarmi un momento davanti a una categoria di persone
che porto nel cuore.
I docenti.
Non semplicemente insegnanti.
Educatori.
Compagni di viaggio.
Custodi di futuro.

In questi sedici anni ho avuto il privilegio di lavorare accanto a professionisti straordinari.
Donne e uomini che hanno dedicato la propria vita a far nascere domande prima ancora che dare
risposte.
Persone che hanno saputo accendere curiosità, alimentare speranze, sostenere fragilità, riconoscere
talenti nascosti.
Un grazie speciale va anche al personale ATA.
Chi conosce davvero una scuola sa che il suo cuore batte anche negli uffici, nei laboratori, nei corridoi,
nei gesti silenziosi di chi arriva prima degli altri e va via quando gli altri sono già tornati a casa.
Alle famiglie dico grazie per la fiducia.
Agli studenti voglio lasciare un pensiero.
Non abbiate paura di sbagliare.
Abbiate paura soltanto di smettere di imparare.
La cultura non serve a sentirsi migliori degli altri.
Serve a comprendere gli altri.
Serve a essere liberi.
Serve a scegliere con la propria testa.
Se questa scuola vi avrà insegnato questo, allora avrà assolto il suo compito.
Oggi non chiudo una porta.
La lascio semplicemente aperta.
Perché so che questa scuola continuerà il suo cammino.
Con altre persone.
Con nuove idee.
Con lo stesso amore.
E se un giorno qualcuno mi domanderà quale sia stata la più grande soddisfazione della mia carriera,
non parlerò di risultati o di riconoscimenti.
Dirò soltanto questo:
Ho avuto il privilegio di appartenere a una comunità che ha creduto nell’educazione come il più grande
investimento sul futuro e sulla dignità di ogni persona.
Ed è questa la ricchezza più grande che porto con me.
Grazie a ciascuno di voi.
Per la fiducia.
Per la pazienza.
Per l’affetto.
Per avermi reso non semplicemente il dirigente di questa scuola, ma uno di voi.
A tutti voi va il mio grazie più sincero.

Se oggi posso guardare indietro con serenità e orgoglio è perché so di lasciare una scuola viva,
competente, unita, capace di continuare a crescere nel segno dei valori che abbiamo condiviso.
Non è un addio, ma un arrivederci.
Perché ciò che si costruisce con il cuore non conosce pensionamento.
So che il mio cuore continuerà, ogni volta che penserà a questo luogo, a pronunciare due semplici parole,
le più vere di tutte:
la “nostra scuola”.

Mariarosaria De Luca

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